mercoledì 25 agosto 2010

15-16-17-07-10 ALTA VIA DEL DEL GRANITO - CIMA D'ASTA MT.2847

se dovessi consigliare un trekking ad amici senza ombra di dubbio consiglierei questo... Altavia del Granito... ottima organizzazione tra rifugi... ottima segnalazione, paesaggi perfetti.

Da rifare .... per qualsiasi approfondimento consultare il sito www. altaviadelgranito.com

Decidiamo di fare il giro arancio...partenza da Malga Sorgazza nell'ora più calda del giorno... il rifugista ci avvisa, la prima ora è impegnativa, vi aspettano 800 metri di dislivello senza sosta... evvaiiiii!

Indossiamo il nostro miglior sorriso (che in realtà in montagna è sempre spontaneo) e si parte

capiamo già da subito che il rifugista non ci ha raccontato balle... sale, si sale senza tregua, almeno siamo nell'ombra del bosco



e si continua a salire sotto le fronde finchè all'improvviso non si arriva al Lago Brunella e ne approfittiamo per riposarci un pò



solo la vista dell'acqua ci rinfresca... e l'aria di certo è più frizzante



Il sentiero ci porta verso la forcella La Quarazza, lì incontriamo le uniche forme di vita che incrociamo lungo il sentiero, un'allegra compagnia di veneti con la quale, da qui in avanti, condivideremo tutto il percorso in ottima compagnia.

il paesaggio è granitico.... sassi sassi sassi sassi.....






seconda sosta al Cimon della Rava 2.436 metri .... Diego non resiste, molla lo zaino, afferra la bandiera e si arrampica sulla vetta

lassù...

poi con Andrea, veneto con il quale trova subito un'affinità nell'amore per la montagna, ridiscende e si riunisce al gruppo



Il paesaggio è davvero maestoso, riempie la testa ed il cuore con la sua durezza ed i suoi silenzi.. Cimon della Rava ... e si procede....


forcella La Ravetta ... e si procede in un incredibile susseguirsi di saliscendi

il sentiero è sempre accidentato ma Paola fa amicizia con Folpo, il "pezzo forte" del gruppo ed insieme camminano e chiaccherano per ore... che personaggio!







Dopo 5 ore abbondanti di cammino arriviamo giusti giusti per cena alla Malga Caldenave, dove ad accoglierci troviamo Elio ed Enrica... cordiali, amichevoli e molto organizzati che ci raccolgono tutti in un summit sulle ferree regole del rifugio, ci preparano un'ottima cena e puntualmente alle ore 21:00 staccano la spina al generatore di corrente e ci mandano tutti i nanna.
Il rifugio è molto piccolo ma davvero accogliente... perfino gli asini si avvicinano per salutarci.







ecco le indicazioni precisissime che troviamo per la via del ritorno


dopo una bella dormita la mattina di buon'ora, cercando di sfruttare il fresco, si riparte.... e si risale.... sbattendo le punte delle racchette in continuazione per allontanare eventuali vipere




ma il sole fa capolino e comincia a fare caldo.... davvero caldo....


Arriviamo ai laghetti della val d'Inferno in compagnia di una mandria di mucche, di pecore e di cavalli che continuano ad ostruirci il sentiero


e Diego comincia a cercare l'ombra...


arrivati ad una malga di passaggio ritroviamo la compagnia di veneti partiti circa un'ora prima di noi, già fermi alla loro seconda sosta che porta il profumo di pane e salame, frutta secca, cioccolato.....e chi più ne ha.....
foto di gruppo....


foto cioppaboys.... (anche se la mia espulsione pare sia ancora in sospeso)

mi sa che dobbiamo scavallare di là....



Ma il paesaggio ci riporta indietro nel tempo... resti di filo spinato, di lattine abbandonate... vecchie trincee della prima guerra mondiale sono ovunque.
Avamposti e postazione di cecchini creano da sole un'atmosfera surreale, sembra quasi di essere lì, e la tua mente corre al pensiero di tanti anni prima, alle persone che lì sono decedute, al freddo, alla fame... facciamo una dovuta pausa di ringraziamento e ci prende una strana sensazione.

ma il tempo stringe e non siamo nemmeno a metà... si continua... e si continua....
ma per ora abbiamo ancora un pò di forze (la colazione abbondante di Enrica ci ha aiutato)


E lungo il sentiero cominciamo a trovare le indicazioni per il Bivacco Tenente Cecchin... scrutiamo ovunque ma non lo troviamo, ricontrolliamo la cartina, eppure è giusto, da qualche parte deve essere...poi solleviamo lo sguardo e lo troviamo proprio lì, sopra le nostre teste


ma il rifugio Brentari è ancora lontano e continuiamo a camminare...


rocce, laghetti, rocce.... si prosegue

e si sale.... e si sale... e si sale.
ma non si arriva...sembra lì e non si arriva.






Manca la foto ma in questo punto a Paola è preso un momento di sconforto... ma quanto cazzzzzz.... manca???!!! dopo ore di cammino sui sassi e pure in mezzo alla neve sembra di non arrivare mai....
In mio aiuto arriva Diego che con una dose di cioccolato mi rimette in sesto (conosce i miei punti deboli)

Finalmente scavalliamo....evvivaaaaaaaaaaa
Passo Socede 2.518 metri e si intravede il rifugio, non importa che non siamo ancora arrivati, ma la metà è a vista d'occhio e l'umore si tranquillizza, il sorriso ritorna

Arrivati al Lago Cima D'Asta, il lago in quota più profondo d'Europa, perfetto per le immersioni di qualche appassionato che trova il coraggio di esplorare il fondale

Arrivati al rifugio la Cima è coperta di nubi, decidiamo di riposarci, dopo quasi otto ore di cammino le mie spalle sono distrutte... una bella doccia calda è proprio quello che ci vuole.


Il profilo stanco e soddisfatto di Diego dalla finestra della camera.... lui un anno fa durante la translagorai ha sognato questa vetta... ed ora è lì sopra che lo osserva.


Ma la Cima d'Asta è lì e noi ci ripromettiamo di arrivarci la mattina seguente


così lavati, riposati e con la panza piena ci godiamo un tramonto mozzafiato

Sarà la stanchezza oppure l'aria fina dovuta alla quota ma Diego subisce strani influssi




Incredibile... senza parole....

telefoniamo a casa... alle nove di sera ci sono 39 gradi.... noi ci lamentiamo dei nostri 14 ma ce li godiamo tutti in ottima compagnia
e beviamo alla salute

La mattina finalmente attacchiamo la Cima sognata da un anno.... racchette, scarponi e tanta, tanta voglia di arrivare lassù...finalmente

Prestanto parecchia attenzione ai passaggi nella neve che di primissima mattina è ancora ghiacciata


cominciamo ad arrampicarci su su per la ferratina


La vettà è là .... sembra scrutarci da lontano....

e finalmente, con gran soddisfazione, siamo lì, siamo sù, CI SIAMO.

la nostra foto sognata da parecchi mesi....

... davvero una grande soddisfazione, vissuta con gioia e con fatica... ma soprattutto condivisa

dobbiamo scendere, la neve sta smollando... torniamo al rifugio, carichiamo gli zaino, ultima foto di gruppo, e si riparte

certo che la discesa non è affatto semplice, la roccia tiene benissimo ed è quasi impossibile scivolare, ma sono contenta di aver scelto di fare il giro in questo senso... affrontare queste rocce in salita e sotto il sole sarebbe stato ben più impegnativo...

si scende
si scende
ma poi si arriva a valle... la temperatura cambia e l'umore si spegne... l'avventura volge al termine...

Sento di dover rendere merito ai rifugisti ed organizzatori di questo giro, che in continuo contatto tra di loro conoscono perfettamente l'orario di partenza e stimano l'orario di arrivo di tutte le persone in ogni tappa facendoti sentire sempre "protetto"...



Salutiamo i veneti con un ottimo pranzo alla Malga Sorgazza... ritiriamo la nostra spilla "premio" per aver concluso il giro e rientriamo a casa con nuove idee in testa

Nessun commento:

Posta un commento